giovedì 26 aprile 2007

PROVERBIO DEL GIORNO 2

Solo chi striscia non può mai inciampare.

PROVERBIO DEL GIORNO

Male non fare, paura non avere

mercoledì 18 aprile 2007

Il Ruggito della Mucca Viola - Seth Godin

Sintesi
Il mondo si è trasformato, ma le imprese non si sono adeguate e non possiamo più affidarci a soluzioni, prodotti e servizi del passato. Oggi bisogna essere straordinari, straordinariamente innovativi, motivati e autentici. Ma come? Per illustrare quest'idea, Seth Godin ha riunito un gruppo di menti originali e creative: autori di bestseller e personalità del business come Malcolm Gladwell, Tom Peters, Mark Cuban, Guy Kawasaki e Tom Kelley, che svelano i loro segreti per essere straordinari in modo duraturo e sostenibile.
Commento
L'ho letto per curiosità, capire strategie di marketing da chi viene considerato un Guru della comunicazione è sicuramente interessante, oltrechè utile per capire le dinamiche che sono dietro a tutte le storie di marchi che vediamo dappertutto nella nostra quotidianeità.
Questo libro, edito in Italia da Sperlign&Kupfer Editori, però non è solo un vademecum per gli operatori di marketing ma un vero e proprio motivatore tascabile che spinge chiunque ad osare di più, a credere nelle proprie possiblità e cercare di essere speciali per differenziarsi, anche nella vita.
Non a caso il sottotitolo è "ci vuol coraggio per farsi notare".

venerdì 13 aprile 2007

L'OPERA STRUGGENTE DI UN FORMIDABILE GENIO


La storia
E' un gelido inverno quello in cui una famiglia borghese di Chicago viene travolta, nel giro di pochi mesi, da un duplice, inaccettabile lutto. E così Dave, ventiduenne, si ritrova da un giorno all'altro a fare da padre e madre al piccolo Toph, di soli otto anni. Il mondo li attende e loro due non hanno nessuna intenzione di farlo aspettare: Dave vende la casa di famiglia, sale in macchina e si dirige insieme al fratellino verso il sole della California, trasformando un evento devastante nell'inizio di una nuova vita piena di libertà... Comincia così il racconto, imbevuto di tenerezza, candore, coscienza di sé e disarmante megalomania, delle vicende di un ventenne di oggi alle prese con baby-sitter, cene precotte, MTV, e la rivoluzione digitale. "L'opera struggente di un formidabile genio" è un libro inatteso e irresistibile, ma è anche e soprattuttoun'affascinante esplorazione delle nuove frontieredella letteratura contemporanea.
Commento
Dave Eggers ricorda un pò Enrico Brizzi e Niccolò Ammanniti fusi insieme, ma ha uno stile comunque tutto suo, molto particolare. A me questo libro è piaciuto molto, è un'opera simpatica, coinvolgente e vera. C'è una sottile ironia con cui affronta le difficoltà della vita che rende il protagonista un antieroe, per cui simpatizzi facilmente sin dalle prime pagine.
Una lettura che consiglio a tutti.

TRE METRI SOPRA IL CIELO



La storia
Le ragazze vestono Onyx, o qualunque sia l'ultima marca in fatto di body, parlano di Avant, di Marsan e delle mode dell'ultimo minuto. I ragazzi invece girano con il loro scooter, oppure col "Vitarino" o meglio con la Bmw lunga, magari fregata al papà. Le ragazze si preparano a incontrare il ragazzo della loro vita. I ragazzi si sfidano in prove di resistenza fisica, di velocità, di rischio. Fino all'ultimo respiro. Sullo sfondo di una frenetica vita di clan, di banda (il mitico gruppo dei budokani: Schello, Pollo, Lucone), Step e Babi si incontrano. Babi è un'ottima studentessa, Step (Stefano) è un violento, un picchiatore, uno che passa i pomeriggi in piazza davanti al bar con gli amici o in palestra e la sera sulla moto o nella bisca dove si gioca a biliardo. Appartengono a due mondi diversi, ma finiscono per innamorarsi. Non è un rapporto facile perché nessuno dei due cede facilmente. Eppure si trasformano. Babi sembra irriconoscibile agli occhi dei genitori. Step rivela aspetti che ben poco collimano con la sua immagine - faticosamente costruita - da superduro. E in effetti muscoli palestra e violenza nascondono un trauma, un nodo irrisolto che getta un'ombra scura sulla vita familiare di Step e sulla tormentata love story con Baby."Tre metri sopra il cielo" è un romanzo di vite quotidiane. C'è la noia, la fatica, la banalità dell'esistenza metropolitana. C'è l'adrenalina, la drammaticità dello scontro fisico, della prova di forza maschile. C'è un universo che da una parte guarda alle commedie romantiche adolescenziali e dall'altra al ritratto di giovinezze allo sbando così come le racconterebbe un Paolo Crepet.

Commento
Primo dei 2 libri di Moccia sulla storia di 2 adolescenti, il giovane e complesso Step e Babi, ragazza brillante e matura, forse a volte anche troppo per la sua età.
All'inizio è un pò lento ma, una volta entrati nel vivo del romanzo, la storia prende piede e si sviluppa in maniera coinvolgente, anche se spesso sembra un pò troppo forzato il carattere dei protagonisti e non rispecchia esattamente la realtà che ci circonda.
Sullo sfondo di una Roma dei giorni nostri, una storia d'amore tra 2 ragazzi, completamente diversi per come reagiscono alle difficoltà che incontrano.
Una favola dei nostri tempi, che ci riporta ai fasti di un'adolescenza in cui il sogno dell'amore fantastico era agognato da molti.
Una scrittura leggera, senza troppe pretese, ma che nel complesso mi è piaciuta proprio per quella sensazione di illusione che mi ha suscitato e per i momenti di svago che mi ha regalato.
Non un Best Seller, il classico "Libro da sotto l'ombrellone in spiaggia".

Link: Tre metri sopra il cielo

HO VOGLIA DI TE




La storia

Lo avevamo lasciato con una domanda: riuscirò mai a tornare lì, dove solo gli innamorati vivono, tre metri sopra il cielo? E le risposte stanno per arrivare. Arriva l'attesissimo seguito di "Tre metri sopra il cielo". Perché nessuna storia finisce mai davvero. E a volte si trasforma in ciò che non avresti mai potuto immaginare. Step è partito e sta per tornare. Sta per scoprire che niente è mai uguale a come lo avevi lasciato. O meglio, a come ricordavi che fosse. Così tutto cambia e rivela la sua vera faccia. Step sulla sua moto per le strade di Roma, ritrova la banda dei Budokani, cresciuta e forse diversa. Schello, Lucone e gli altri, sempre ribelli ma un po' più consapevoli il dolore lascia dei segni dentro, prima ancora che sulla pelle. Anche Babi troverà delle risposte. Step imparerà che non sempre, in amore, sappiamo ciò che vogliamo davvero. Anche quando ci sembra d'essere sicuri. Scopriremo che il perbenismo è solo il tentativo inutile di rendere perfetto ciò che non lo è, che non può esserlo in nessun modo. Lo capirà sulla sua pelle la famiglia Gervasi. Scopriremo anche che il rapporto interrotto tra un figlio e sua madre può riservare risvolti inaspettati. E se tutto esplode e non va come doveva, c'è sempre spazio per un sorriso e per ricominciare. Federico Moccia torna col suo stile diretto e intenso a mostrarci come il presente si intreccia sempre al passato, prima di diventare futuro. Un futuro non scontato. Perché nemmeno l'amore lo è mai.


Commento
Il secondo (ma non credo ultimo) della saga di Step, personaggio complesso e violento di "Tre metri sopra il cielo".
In questa seconda puntata l'autore sembra aver fatto tesoro dei commenti sul primo e ci regala un libro leggermente più maturo, senza troppe citazioni di marchi e prodotti (onestamente troppo forzate nel primo) e con un nuovo personaggio, Gin, ragazza simpatica e vero protagonista della storia.
Poco importa che anche lei sia "troppo" per essere vera, perchè il personaggio che ne viene fuori è simpatico e irriverente, ed è stato per me la parte migliore del romanzo.
Rispetto al primo libro vengono alla luce maggiori sfumature dei personaggi e la trama è più scorrevole sin dall'inizio.
Finale un pò scontato ma un buon prodotto nel complesso.

SCUSA MA TI CHIAMO AMORE




La storia
Niki e le sue amiche sono all'ultimo anno di scuola. Malgrado abbiano la maturità ne combinano ogni giorno di tutti i colori. Sfilate, feste, rave e tutti i possibili eventi anche fuori Roma. Alex è un "ragazzo" di quasi trentasette anni. Si è lasciato da poco e senza un vero perché con la sua fidanzata storica. Intorno a lui ruota un mondo complicato e divertente: i suoi genitori, le sue sorelle sposate e con figli e poi i suoi tre amici Enrico, Flavio e Pietro, anche loro tutti già sposati ma ognuno con le proprie particolarità. Enrico è geloso, Flavio metodico, Pietro invece è in fissa con tutte le donne del mondo. Alex è un pubblicitario e ha delle grandi responsabilità all'interno della sua azienda. Ma è appena arrivato un giovane rampante che mette a repentaglio il suo lavoro. E tutto questo non sarebbe niente se quella mattina Alex non incontrasse Niki. O meglio, se i due non si scontrassero. Niki è una bella ragazza, è divertente, è intelligente, è spiritosa, è allegra. C'è solo un piccolo dettaglio. Ha diciassette anni. Vent'anni meno di Alex. E dopo l'incontro di quella mattina, nulla sarà più come prima. Il mondo adulto si scontra con quello degli adolescenti. Ed ecco mamme e figlie in una discussione continua, papà che sono ancora ragazzini e ragazzi giovanissimi che sono già troppo adulti. E ancora ragazze sognatrici, ragazze deluse, ragazze romantiche e ragazze troppo folli. E adulti che invece hanno messo da parte tutti i loro sogni e vivono, o meglio sopravvivono, senza avere il coraggio di fermarsi a riflettere. Questo romanzo è la voglia di ritrovare la propria libertà, la voglia di avere sentimenti veri, di amare senza convenzioni e senza troppi perché. È la quotidianità ma è anche il sogno. È la voglia di dire basta a quel domani che ogni giorno ci raccontiamo, nel quale siamo sempre sicuri che faremo qualcosa di speciale. Ma intanto i giorni passano e quel domani non arriva. Di lui non c'è traccia. E allora ecco la nostra fuga, la più bella, la più folle, la più pazza. Una fuga d'amore. E poi quel faro. Insomma, un tuffo dove l'acqua è più blu. Niente di più.

Commento
Un'altra storia d'amore raccontata da Federico Moccia, protagonisti questa volta un trentasettenne pubblicitario, Alex ed una teenager di diciassette anni, Niki.
Onestamente dei tre è quello che mi è piaciuto meno, forse un pò troppo scontato.
L'autore cerca di contestualizzare questa storia entrando nel mondo degli oltre trentenni (quasi quarantenni ormai), alle prese con il disagio di chi si ritrova a non essere più adolescente ma ancora con molti dubbi sul futuro.
Sulla falsa riga del film l'ultimo bacio, questo romanzo ricalca un pò troppo la storia di Ho voglia di te, specialmente nel finale.
Una buona idea quella di cercare di prendere un target di lettori leggermente più ampio rispetto ai primi due ma non del tutto riuscita.
A volte la storia sembra un pò troppo forzata, anche se scorrevole.
Come per gli altri romanzi dell'autore anche questo secondo me è un'ottima lettura "da sotto l'ombrellone in spiaggia".
Aspettiamo il prossimo della serie.

Link: Scusa ma ti chiamo amore

Luca Moretti - un talento emergente

Ne di destra, ne di sinistra, ne a favore ne contro, copio qui un
racconto scritto da chi secondo me è uno dei più bravi talenti del momento, Luca Moretti, scritto su Terranullius, atelier di scritture a sorgente libera, come amano definirsi loro.



IN MORTE DI GAETANO ALIMONDA - Luca Moretti

Io il 20 luglio non c’ero. Ero altrove. Avevo deciso di non esserci. Ancora non avevo pensato a quel venti luglio che il Gustav stendeva già tre botte.
A noi il venti luglio ci faceva sorridere, eravamo troppo impegnati a nutrire le nostre scimmie. Al Gustav poi, del 20 luglio non importava proprio, troppe guardie, troppa gente, troppi limiti.

Avevamo preso il treno che gli occhi erano già tramontati da un pezzo, astute signore coprivano piccoli orsacchiotti inermi dalla calura romana, il Gustav ne fece un paio prima di arrivare alla stazione centrale, solo un paio per gradire.
Alla stazione tutto era muto, avevo due lastre che premevano da un punto indefinito sulle mie tempie, forte e indolore, soda caustica, un silenzio d’ovatta. Il Gustav barcollava sulle gambe, il tip tap degli innamorati lo chiamava; inciampò sul secondo gradino, fummo dentro e Alexia non aveva ancora spiccicato parola. Il treno partiva con la solita fila per andare a pisciare, il Gustav chiuso dentro dava grandi tirate, io guardavo Alexia, lei non parlava, si stava addormentando.
Io il 20 luglio non c’ero, troppi container, troppe urla e manifesti, poca libertà d’espressione, una folla di mentecatti variopinti. Il venti luglio me ne andavo per altre strade, per altre proteste, il venti luglio gridavo al mondo la mia estraneità masturbando il cervello con delle giostrine di plastica. Alexia dormiva mentre il Gustav occupava il bagno per la terza volta, era uno stanziale, la gente l’aveva capito, non ci faceva più caso. Tiravamo che era un piacere, la notte passava, giuravo a me stesso che era l’ultima e le stelle accompagnavano una quiete indescrivibile.
Io il 20 luglio non c’ero, stavo chiuso al Bagno col Gustav a Ventimiglia. Attendevo il primo minuto di questo nuovo giorno e pensavo ad Alexia, al suo domani, a quello che sarebbe stato. Tiravo e facevo delle belle promesse, costruivo grattacieli di sabbia; guardavo il Gustav e pensavo al tip tap, alle sue gambe snodate, al suo 20 luglio. Il Gustav era un maestro, aveva falsificato i biglietti del treno, la tratta Milano-Lugano era diventata Roma-Berlino, srotolava il suo sacchetto con le mani lunghe e aguzze, ne riponeva il contenuto sulla mensola del bagno, stendeva con dovizia.Il Gustav non faceva errori.
Io il 20 luglio non c’ero, avevo passato la notte a tirare e non avevo scambiato parola con Alexia, il mio viaggio era stato muto, muto con lei, muto con il controllore, muto col Gustav, ma con lui ci si esprimeva a gesti. Il venti luglio pensavo a Shelly, la immaginavo sdraiata in balcone, soffocata dal caldo estivo, le chiedevo di non morire mai. La notte si era fatta gelida, piccole goccioline di sudore si bloccavano sul collo e, indecise sul percorso da intraprendere, spingevano sulle ossa fendendo i nervi. La notte si era fatta gelida, Gustav aveva smesso di ballare e Alexia aveva aperto gli occhi.
Io il 20 luglio non c’ero, molti amici avevano preso una strada diversa dalla mia, ma io no, io avevo rifiutato il mucchio, non mi avrebbero mai fregato, io avevo un pit bull sul balcone, un lungo tatuaggio sul braccio ancora da finire e Alexia che prima o poi si sarebbe svegliata. Io non ci credevo a quei caroselli, a quella gente che racconta una storia scritta sempre da un’altra parte, io scrivevo il mio poema e a loro lasciavo le briciole degli slogan. Il mio 20 luglio si riempiva di polveri e chimica, cercava il disordine, non distruggeva per ricostruire, distruggeva e basta, era una rivoluzione masturbata, con essa non si voleva creare un mondo migliore o un futuro sereno, con essa si voleva solo dimenticare, disorganizzare, disorientare. La mattina picchiava dura sul vetro e noi non avevamo chiuso occhio, viaggiavamo sicuri verso il nostro 20 luglio, nessuno ci avrebbe potuto fermare. Alexia sospirava.
Io il 20 luglio non c’ero, avevo raggiunto il più grande rave europeo con un biglietto falsificato delle FS, mi ero immerso nella schiuma della birra tedesca e nello smog dei carri. Io il 20 luglio gridavo la mia protesta con un fischietto in bocca. Ancora non era giunta l’ora di pranzo che avevo già inghiottito a sufficienza, la musica saliva d’intensità e i confini di quel luogo si allontanavano, perdevo l’orientamento, Alexia era scomparsa.
Io il 20 luglio non c’ero.
Impalato sotto un pioppo, cercavo di tornare alla realtà, giravo una piantina della città senza via d’orientamento. Io il 20 luglio mi ero perso, il Gustav era andato a ballare il tip tap con i suoi amici, Alexia era scomparsa e la musica impazzava. Vomitai a lungo, cercavo di sputare via tutto quel disordine, la rivoluzione cominciava a nausearmi, la testa girava forte. Pensavo ad Alexia, ai suoi silenzi e al tip tap del Gustav, a tutto quello che non ero riuscito a raccontargli, al grande disordine ruminato, al disordine che avevo portato anche nella sua vita, cominciavo a capire il motivo della sua scomparsa. Ero solo.
Io il 20 luglio non c’ero, probabilmente neanche il giorno seguente, ma che importa. Il sole era alto e io sempre sotto quel pioppo. Un giornale sotto i miei piedi. La festa era finita, non c’era più nessuno, il traffico aveva ricominciato a scorrere tra mille immondizie. Quel silenzio mi dava fastidio. Sfogliai il giornale per distendere i nervi, guardai la prima pagina, un esile ragazzo a terra, la faccia, coperta da un passamontagna, immersa in un lago di sangue.
La festa era finita.
Io il 20 luglio non c’ero, tu sì, ma questo fa poca differenza, la festa è finita ovunque.

giovedì 12 aprile 2007

Nasce "R come ROMA"



Dal 19 Febbraio 2007, on-line un importante progetto editoriale: www.errecomeroma.it

Realizzato da Dlite per conto della società R360, il magazine multimediale dedicato agli eventi culturali della capitale, sarà suddiviso in quattro macro aree: cinema, teatro, musica e arte.
L’importante novità è che il magazine è stato concepito non solo per fornire informazione dettagliate su ciò che accade a Roma, ma anche per garantire una comunicazione interattiva con i lettori. Una soluzione innovativa quindi, in grado di rompere con la tradizionale concezione editoriale di tipo “one-to-many”, per farsi luogo di scambio.Oltre alle collaborazioni famose (F.Venditti, G. Izzo, etc) saranno infatti gli utenti, grazie ad una serie di tecnologie multicanale (blog, forum, newsletter) a contribuire all’orientamento dei lettori sulle tendenze socio-culturali della capitale. Se quindi l’obiettivo è dare a Roma una Agorà, uno spazio virtuale per la comunità culturale, il mezzo deve essere un sito progettato professionalmente, come quello ideato da Dlite.

link Dlite ; www.errecomeroma.it ; Dlite blog

Il Mobile Marketing sbarca al Dubai International Boat Show


Un ondata di entusiasmo sta accompagnando la diffusione di soluzioni promozionali che sfruttano la tecnologia bluetooth e Dlite si conferma tra le agenzie più attive nel settore.
Un altro progetto di successo è stato realizzato in occasione di un importante evento fieristico, il “Dubai International Boat Show " giunto alla sua quindicesima edizione con un bacino di 38 paesi rappresentati e circa 23 mila visitatori provenienti da 77 paesi.

La Dlite si è occupata di supportare con un progetto di proximity marketing l’attività comunicativa posizionando il sistema D:Cube all’interno dello spazio espositivo per l’erogazione di contenuti ed informazioni.

L’attrattività della soluzione ha conquistato subito l’attenzione dei visitatori, contribuendo a diffondere l’immagine della fiera e permettendo alla Dlite di rafforzare la propria presenza sul mercato del mobile marketing.

mercoledì 11 aprile 2007

IL GIOCO DELL'IMPICCATO - IMMA TURBAU


La Storia

L’adolescenza è il momento in cui le bambole e i giocattoli lasciano il posto alla pelle, ai sentimenti, alle ferite del cuore e ai voli della mente. La storia di David e Sandra porta con sé questa verità, ma contiene anche un terribile segreto, una chiave che ci verrà consegnata solo nelle ultime pagine. Due bambini che diventano adulti, che non riescono a dirsi l’amore, e trovano parole di tenerezza solo quando giocano, scribacchiando, a scambiarsi pezzetti di carta con il gioco dell’impiccato. Perché il cuore è caldo e trabocca di parole non dette, ma le maniere sono schiette e ruvide: così è la vita del barrio, dei vicoli di una cittadina spagnola dove tutti si conoscono da sempre, senza bisogno di presentazioni, e tutti gli altri no, gli altri sono fuori, sono forasters. Ma dentro c’è tutto il bene, e tutto il male che può portarci un amore, quell’unico amore che si annuncia come un angelo necessario, e cambia per sempre il corso dell’esistenza. Tra gli amici, i sentimenti e gli amori del nostro passato c’è sempre qualcuno che non ce l’ha fatta. C’è chi ha ceduto e se n’è andato prima di essere il compagno, il marito, il padre di una vita. Cosa ci rende adulti? La perdita dell’innocenza, oppure la tenacia con cui lottiamo per non distruggerla, quell’innocenza che per un attimo ci ha fatto sentire veri, e vivi? Una cosa è certa: nel barrio, un giorno, è successo qualcosa di terribile e indicibile, e i due ragazzi che hanno scelto di custodirne il segreto, per salvare il loro amore, resteranno legati per sempre.


Commento

Un libro che si lascia leggere facilmente, scorrevole e di sicuro impatto emotivo.
Difficile non simpatizzare per la protagonista Sandra, carattere forte e determinato ma con momenti di debolezza ed ingenuità tipici dell'età.
Il finale è un pò scontato ma l'atmosfera creata già dalle prime pagine ti porta a voler scoprire i segreti della storia fino alla fine.
E' stato paragonato a tre metri sopra il cielo di Moccia ma credo che in comune abbiano solo il difficile rapporto genitori-figli, troppo spesso minato da silenzi ed incomprensioni.
Gradevole

Per ulteriori dettagli vi rimando al Sito ufficiale

POESIA

In un momento
In un momento
Sono sfiorite le rose
I petali caduti
Perché io non potevo dimenticare le rose
Le cercavamo insieme
Abbiamo trovato delle rose
Erano le sue rose erano le mie rose
Questo viaggio chiamavamo amore
Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
Che brillavano un momento al sole del mattino
Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
Le rose che non erano le nostre rose
Le mie rose le sue rose
P.S. E così dimenticammo le rose.


Dino Campana per Sibilla Aleramo

ANIMA

Dopo un po’ impari la sottile differenza tra
tenere una mano e incontrare un’anima.
E impari che l’amore non e’ appoggiarsi a
qualcuno e la compagnia non e’ sicurezza.
E inizi a comprendere che i baci non sono
contratti e i baci non sono promesse.
E incominci ad accettare le tue sconfitte a
testa alta e con gli occhi aperti, con la
grazia di un adulto ma con il dolore di un
bambino.
E impari a costruire la tua strada oggi
perché il terreno di domani e’ troppo incerto
per fare piani.
Dopo un po’ impari che il sole scotta se ne
prendi troppo.
Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua
anima, invece di aspettare che qualcuno
porti i fiori.
E impari che puoi davvero sopportare che sei
davvero forte e che vali davvero.

Anonimo

WELCOME ON BOARD....SI PARTE

Finalmente ci siamo, ho varcato la soglia, provo a far parte del mondo WEB.
E non per professione, non per provocazione ne con la presunzione di esserne in grado.
Semplicemente così, per condividere un commento, un'idea, per il gusto di confrontarsi e mettere nero su bianco quello che hai dentro da sempre, la voglia di comunicare.
Si è scritto molto sul WEB 2.0, da parte di professionisti, persone accreditate o semplici fruitori. Appassionati e mestieranti. Ognuno da la propria interpretazione dei vantaggi e delle possibilità dei mezzi della rete.
A questo proposito consiglio un paio di Blog (che non conosco personalmente, nel senso che non ho nessun contatto con i titolari) che leggo spesso e che affrontano secondo me l’argomento in maniera semplice e con competenza.
www.pandemia.info e http://admaiora.blogs.com/maurolupi

Non voglio quindi aggiungere nulla a quanto già scritto da chi è più esperto e accreditato di me. Voglio solo assecondare il desiderio di sempre. Leggere qualcosa e condividerla, ascoltare consigli e beneficiarne. Correre in libreria a comprare l'ultimo romanzo che mi è stato segnalato, o quel libro di poesie mai letto.
Come quando da piccolo aspettavo che tornasse mia mamma dall'ufficio, per portarmi l'ultimo Topolino, con la gioia di chi sa che quei minuti chiuso nella propria stanza significavano un mondo inesplorato fatto di personaggi fantastici ed evasione allo stato puro. Quell’evasione che ho sempre ricercato in ogni lavoro, in ogni luogo di vacanza e negli occhi di tutte le persone, senza riuscirci. Quell’evasione che solo una storia raccontata nelle pagine di altri significava magia.
Una storia che ti crei ogni volta che leggi qualcosa, quella storia che vorresti fosse un po’ la tua ed in parte lo è.
Quella storia che ti racconti da solo, cercando di sfumare la realtà che ti circonda, perché come dice Seth Godin “Le storie ci aiutano a comprendere meglio il mondo, sono un espediente al quale ricorriamo. Ci aiutano a vivere meglio in un mondo troppo complesso. Raccontiamo storie agli altri, ma soprattutto le raccontiamo a noi stessi. Qualcuno le racconta bene, altri non troppo.” (“Tutte le palle del Marketing” - Sperling&Kupfer Editori)
Ecco, io non so se riesco a raccontarla bene o male, non ho la presunzione di essere letto e apprezzato ne tantomeno criticato (che di per sé sarebbe comunque meglio che passare inosservati).
Ma bene o male, questa è comunque la mia storia ed è iniziata con questo blog.